Tomb Raider e la realtà: Tomb Raider I / Tomb Raider Anniversary

La saga di Tomb Raider ha fatto conoscere alle nuove generazioni città perdute, civiltà scomparse e misteri: ma qual è la realtà che si cela dietro la serie? L’obiettivo di questa sezione è proprio quello di esplorare le realtà storiche, culturali ed artistiche che si nascondono dietro le ambientazioni e gli scenari che ci vengono proposti nel corso delle diverse avventure dell’amata Lara Croft. Consultate il seguente indice, diviso per capitoli di gioco, per reperire alcuni interessanti approfondimenti in proposito e buon divertimento!

Città e Obelisco di Khamoon

TR Un po’ meno dorate del previsto, le ambientazioni di Khamoon conservano in parte la magia dei luoghi sacri tanto cari agli archeologi. 

L’etimologia del nome Khamoon potrebbe derivare da una versione ridotta del nome ankh amun, traducibile come il Dio Sole vivente oppure come Il Vivente Amun. Per esempio, Tutankhamon era conosciuto come “Immagine vivente del Dio Sole”. 

Un’altra possibilità riguarda l’anima nella mitologia egizia, il Kha. Kha-Amun. 

Il nome Khamoon contiene le sillabi Kha, come nella frase Kha-f-Rah (Khafra), probabile derivazione del verbo “Sorridere”. Il nome potrebbe significare “Colui che sorride come Rah” oppure “Dove Rah sorride”. 

Un’altra teoria associa Khamoon a Khartoum (l’antica Kush, in Sudan). Questa teoria che associa Khamoon vicino al Mar Rosso, una località dove Natla aveva ormeggiato la propria imbarcazione nel gioco. 

Adattamento a cura di Talos dai siti Rosso Pompeiano forum, Tombraider.wikia e Lovelara.eu

Los Alamos

TRLos Alamos è un census-designated place degli Stati Uniti d’America, capoluogo della contea omonima nello stato del Nuovo Messico. Ha una popolazione di 11.909 abitanti secondo il censimento del 2000. 

Il paese è conosciuto soprattutto per la presenza del Los Alamos National Laboratory che fu fondato durante il progetto Manhattan. 

Secondo lo United States Census Bureau la cittadina ha un’area totale di 28,1 km²
Recuperato l’ultimo frammento dello Scion, Lara può finalmente completare il prezioso manufatto magico; una volta ricongiunto Lara assiste a un’altra visione; quindi scopre che il membro del triumvirato che fu condannato e ibernato, non è altri che la stessa Jacqueline Natla! Jacqueline fu, infatti, ibernata in una capsula di ghiaccio, nella quale rimase imprigionata per diversi secoli fino al 1945, quando riuscì finalmente liberarsi dalla prigionia durante un test nucleare svolto a Los Alamos, Nuovo Messico, luogo nella quale era stata sepolta. 

Fonte: Rosso Pompeiano forum

Saint Francis Folly

TR Non è certo che un monastero sarebbe stato costruito dai frati francescani in Grecia, anche se i veneziani cattolici avevano significativi guadagni territoriali nel mare Egeo e sulle varie isole greche, alla fine conquistando il territorio di Cipro. San Francesco si suppone abbia visitato Cipro, che lo rende uno dei luoghi possibili per la tomba di Tihocan. 

La posizione della Frigia (in inglese Phrygia), che era il regno del mitico re Mida è in realtà basato nell’entroterra della Turchia. Questo potrebbe suggerire quindi, che i livelli greci non sono tutti in sede greca , ma alcuni in Turchia -, ma le strutture sono state costruite dai greci dell’Ellesponto (Macedoni e abitanti di Ilio) che colonizzarono parti della Turchia. Un monastero cattolico in Turchia è dunque improbabile, ma è possibile che in precedenza gruppi di cristiani, come la Chiesa armena, siriaca o greco-ortodossa – ma lo stile del palazzo in Anniversary non è certamente lussuoso abbastanza per essere del periodo altomedievale. 

Il nome del monastero – Saint Francis – potrebbe fare riferimento al numero di animali (leoni, coccodrilli, gorilla, pipistrelli e topi) presenti all’interno della struttura, e non al santo stesso. Potrebbe essere stato chiamato così solo successivamente.

I monumenti, gli edifici, le torri e ogni costruzione con caratteristiche particolari o fuori dal comune sono identificate nella lingua inglese come “Follies”. L’ispirazione di questo “gruppo” di livelli, sembra attingere direttamente da una costruzione sita in una frazione di High Wycombe, Buckinghamshire, fra Londra e Oxford. Il sobborgo è l’incantevole West Wycombe dove si trova una chiesetta (che però è dedicata ad un altro Santo, St. Lawrence) molto simile a quella ridisegnata nel filmato. 

Tratto dalle Note di Traduzione, by Nillc 

Fonte: Rosso Pompeiano forum e traduzione a cura di T+C=<3

Vilcabamba

TR Vilcabamba fu una città fondata da Manco Inca nel 1539 e fu l’ultimo rifugio dell’Impero Inca fino alla sua caduta per mano degli spagnoli nel 1572. La città venne data alle fiamme, la zona divenne un luogo arretrato del Perù e la sua posizione venne dimenticata. 

Le rovine della città furono riscoperte da Hiram Bingham nel 1911 in una remota foresta chiamata Espìritu Pampa a circa 130 km a ovest di Cuzco, ma non ne riconobbe l’importanza, credendo che Machu Picchu, anch’essa da lui riscoperta, fosse la leggendaria Città Perduta degli Incas. Fu riconosciuta solo con l’esplorazione e le scoperte di Antonio Santander e di Gene Savoy negli anni sessanta. Comunque questi non poterono dimostrare la loro teoria. 

Nel 1976 il professore Edmundo Guillen e gli esploratori polacchi Tony Halik e Elzbieta Dzikowska ritrovarono le rovine. Comunque prima della spedizione Guillen aveva ritrovato in un museo di Seviglia delle lettere degli spagnoli, nei quali descrivevano il progredire dell’invasione e quanto avevano trovato a Vilcabamba. Il confronto delle lettere con le rovine fu la prima prova della posizione di Vilcabamba.

Ulteriori scavi archeologici di Vincent Lee e ricerche di John Hemming diedero ulteriori conferme che Espìritu Pampa fosse in realtà la storica Vilcabamba. 

Il 16 giugno 2006 in un museo a Cusco è stata posta una placca che commemora il trentesimo anniversario della scoperta di Vilcabamba. Tra le altre ci sono i nomi degli esploratori della “prima spedizione provata”: Guillen, Halik e Dzikowska. 

La città perduta di Vilcabamba compare nella serie di videogiochi educativi Amazon Trail, nel videogioco Tomb Raider e anche nel libro Evil Star di Anthony Horowitz. Vilcabamba è anche un livello di gioco del videogioco di ruolo per Playstation 2 Shadow Hearts: From the New World. 

Fonte: Rosso Pompeiano forum

Il colosseo (l’arena)

TR A prescindere dalla funzione, la differenza esteriore tra un anfiteatro e un teatro romano è che l’anfiteatro è di forma ellittica mentre il teatro è semicircolare e dotato di una scena sul lato rettilineo. Il nome “anfiteatro” significa “doppio teatro”, ma anche e soprattutto “spazio destinato agli spettatori che corre attorno all’arena” derivando dal prefisso greco “doppio” oppure “attorno”;. Etimologicamente il termine discende quindi dal greco “teatro tutt’intorno”. L’anfiteatro è diverso anche dal circo romano che ha una forma molto più allungata (di solito supera i 555 m) con il lato breve, corrispondente ai ‘carceres’, rettilineo, e che era usato per corse di cavalli aggiogati a carri. Tuttavia i circhi sono forse meno comuni e certamente meno noti, mentre l’anfiteatro (assieme al teatro e alle terme) rappresenta un monumento tipico di ogni città romana grande o piccola. 

Il primo anfiteatro permanente fu quello di Pompeii, costruito nel 70 a.C., come testimoniato dalla iscrizione dedicatoria in duplice copia, dai duoviri della colonia. Il primo anfiteatro permanente in Roma fu’ l’anfiteatro di Statilio Tauro, eretto nel 29 a.C. 

L’anfiteatro più famoso al mondo è l’anfiteatro Flavio, detto Colosseo, costruito dalla dinastia dei Flavi. In particolare fu iniziato dall’imperatore Vespasiano e fu terminato (e sontuosamente inaugurato) dal figlio Tito. Le dimensioni raggiunte da queste fabbriche erano impressionanti: il Colosseo arriva a misurare nei due diametri esterni 188 x 156 m, con una arena di 86 x 54 m. Prima della sua erezione il più imponente era probabilmente l’anfiteatro di Capua (I-II secolo) con i diametri 170 x 140 m. L’Anfiteatro di Verona è tra i meglio conservati, tant’è che è ancora utilizzato per spettacoli lirici e altre attività di spettacolo, e misura tutt’oggi 152 x 123 m. L’anfiteatro di El Jem, tardo e mai ultimato ma in ottimo stato di conservazione, misura 148 x 122 m, mentre l’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli arriva a misurare 147 x 117 m. Purtroppo, in molti casi, di detti edifici non rimane molto e le loro notevoli dimensioni le si possono solo immaginare, sulla base di restituzioni matematiche che su basi teoriche permettono di ipotizzare le misure di questi edifici ludici. Di seguito riportiamo un elenco degli anfiteatri di notevoli dimensioni, con i loro rispettivi – ipotetici – diametri maggiori: 

Anfiteatro romano di Milano (II-III secolo, 155 x 125), di cui rimangono pochi resti. Anfiteatro romano di Siracusa (140 x 119 m). Ne rimane l’arena e la sola prima galleria con relativa gradinata, interamente intagliate nella roccia.
Anfiteatro romano di Catania (II secolo d.C.?), oggi quasi del tutto interrato. Tale edificio, secondo le prime ricostruzioni, superava i 160 m di diametro maggiore, mentre secondo altre ricostruzioni misurerebbe 125 x 105 m. 

Infine altri grandi costruzioni del genere sono quelle di Arles (136 x 107 m), Nàmes (133 x 101), Pola (132 x105), Tarragona (109,50 x 86,50 m), Lecce (102 x m 83). Tra i più famosi ricordiamo invece l’anfiteatro di Pompei, chiuso agli spettacoli per ben 10 anni, a seguito della celebre zuffa fra Pompeiani e Nocerini. 

Vi erano ovviamente altre arene in quasi tutte le città dell’Impero: in Grecia, Turchia, Francia, Spagna, Italia e Nord Africa. 

Fonte: Rosso Pompeiano forum

Atlantide

TRAtlantide (in greco “figlia di Atlante”) è un’isola leggendaria, il cui mito è menzionato per la prima volta da Platone nei dialoghi Timeo e Crizia. 

Secondo il racconto di Platone Atlantide sarebbe stata una potenza navale situata “oltre le Colonne d’Ercole”, che avrebbe conquistato molte parti dell’Europa occidentale e dell’Africa novemila anni prima del tempo di Solone (approssimativamente nel 9600 a.C.). Dopo avere fallito l’invasione di Atene, Atlantide sarebbe sprofondata “in un singolo giorno e notte di disgrazia”. 

Il nome dell’isola deriva da quello di Atlante, il leggendario governatore dell’Oceano Atlantico, figlio di Poseidone, che sarebbe stato anche, secondo Platone, il primo re dell’isola. 

Essendo una storia funzionale ai dialoghi di Platone, Atlantide è generalmente vista come un mito concepito dal filosofo greco per illustrare le proprie idee politiche. Benché la funzione di Atlantide sembri chiara alla maggior parte degli studiosi, essi disputano su quanto e come il racconto di Platone possa essere ispirato ad eventuali tradizioni più antiche. Alcuni argomentano che Platone si basò sulla memoria di eventi passati come l’eruzione vulcanica di Thera o la Guerra di Troia, mentre altri insistono che egli trasse ispirazione da eventi contemporanei come la distruzione di Elice nel 373 a.C. o la fallita invasione ateniese della Sicilia nel 415–413 a.C. 

La possibile esistenza di un’autentica Atlantide venne attivamente discussa durante l’antichità classica, ma fu generalmente rigettata e occasionalmente parodiata da autori posteriori. Mentre si conosce poco durante il Medioevo, la storia di Atlantide fu riscoperta dagli umanisti nell’era moderna. La descrizione di Platone ha ispirato le opere utopiche di numerosi scrittori rinascimentali, come La nuova Atlantide di Bacone. Atlantide ispira la letteratura contemporanea, soprattutto quella fantasy, ma anche la fantascienza, i fumetti, i film, essendo divenuta sinonimo di ogni e qualsiasi ipotetica civiltà perduta nel remoto passato. 

Fonte: Wikipedia

Mida

TR Mida (il latino Mydas corrisponde ad un’errata trascrizione), figlio adottivo di Gordio e di Cibele, fu un mitico re della Frigia, in relazione con il personaggio storico di Mita, re di Mushki nell’Anatolia occidentale alla fine dell’VIII secolo a.C. 

E’ molto celebre nella cultura occidentale il suo proverbiale “Tocco d’oro”, la capacità di trasformare in metallo prezioso qualsiasi cosa toccasse, donatagli da Dioniso 

Secondo la versione narrata da Ovidio nelle Metamorfosi, un giorno Dioniso aveva perso di vista il suo vecchio maestro e patrigno, Sileno. 

Il vecchio satiro si era attardato a bere vino e si era perso ubriaco nei boschi, finché non fu ritrovato da un paio di contadini frigi, che lo portarono dal loro re, Mida (secondo un’altra versione, Sileno andò a finire direttamente nel giardino di rose del re). 

Mida riconobbe Sileno e lo trattò affabilmente, ospitandolo nella sua reggia per dieci giorni e notti, mentre il satiro intratteneva il re ed i suoi amici con racconti e canzoni. 

L’undicesimo giorno, Mida riportò Sileno in Lidia da Dioniso, il quale, felice di aver ritrovato il suo anziano tutore, offrì al re qualsiasi dono desiderasse. Mida, allora, gli chiese il potere di trasformare in oro tutto ciò che toccava. Il re si accorse presto però che in tal modo non poteva neppure sfamarsi, in quanto tutti i cibi che toccava diventavano istantaneamente d’oro. Rendendosi conto che la sua cupidigia di denaro lo avrebbe portato alla morte, implorò Dioniso di togliergli tale potere. Il dio, impietosito dal pentimento del re, esaudì la richiesta. 

Mida fu successivamente punito da Apollo in quanto non lo aveva nominato vincitore in una gara musicale con Marsia (o Pan), con un paio di orecchie d’asino. Solo il barbiere del re era a conoscenza della cosa, ma il re gli intimò di non raccontare a nessuno la sua deformità, pena la morte. Costui tuttavia, non riuscendo a mantenere il segreto, andò a confessarlo in una buca presso uno stagno. In seguito su tale terreno nacquero delle canne e si dice che col vento sussurrassero: “Re Mida ha le orecchie d’asino!

Ebbe diversi figli fra cui Litierse e Ancuro. 

Fonte: Wikipedia


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