[Fan Fiction] Due colpi di pistola nel pieno della notte

Autore: lilspot [Scrivi]

Personaggio principale: Lara Croft

Disclaimer: Tutti i personaggi descritti appartengono ai rispettivi proprietari.

Genere: Tomb Raider – Uncharted

Trama

Questa storia è un crossover tra la saga di Tomb Raider (solamente la protagonista Lara e qualche sua avventura tornerà, ma senza paranormale) e Uncharted (Nathan Drake di tutti i 3 capitoli principali).

Due colpi di pistola nel pieno della notte

Due colpi di pistola nel pieno della notte CAPITOLO 1Croci, Viaggi e Tappeti di Lil’Spot

«Non… non pensavo esistessi» disse l’uomo strabuzzando gli occhi. La donna ammiccò, prima di voltarsi verso la strada dietro di lei; poi i suoi occhi tornarono su quell’affascinante ragazzo che aveva davanti. Era il classico esempio di persona normale, nonostante ciò qualcosa di lui la colpiva.
«Tu sei davvero…»
Lei lo zittì coprendo con la sua dolce e lunga mano la bocca di lui e lo trascinò all’interno di una corte. Era buio e nessuno dei due sapeva dove andare, come muoversi. Lei trascinava lui decisa, ma non sapeva dove. Per caso trovarono una porta socchiusa ed entrarono. Lei pigiò l’interruttore e, appena la luce irradiò la stanza, i due cominciarono a scrutarsi. Gli occhi dell’uomo tornarono a osservare lei, la forte e sensuale eroina che tutti al mondo conoscevano. Sotto quella luce artificiale risplendevano ancor di più i suoi lunghi capelli adagiati su un abito nero e scollato. Notò anche un particolare che al buio e nella fretta e confusione non vide: attraverso il lungo spacco del vestito si poteva vedere benissimo la fondina che conteneva una delle pistole che solitamente la donna portava con sé. Era a disagio, perché lui non era pronto a questo incontro e non era neanche armato. Lei, invece, dall’alto della sua esperienza era sicura, sicurezza che non aveva perso nemmeno quando aveva deciso di portare quell’affascinante sconosciuto con sé, mentre si nascondeva. Aveva corso un grande pericolo, ma ormai era sicura che lui non facesse parte della stessa squadra dei due uomini che la seguivano.
Fu lei a parlare per prima, guardandolo fisso negli occhi.
«Conosci chi sono, ma conosci anche chi mi seguiva?»
«I due tizi calvi e vestiti di nero dici?» chiese lui perplesso e ancora sorpreso per la situazione.
«Loro.»
La donna fece per impugnare la pistola, ma l’uomo indietreggiò facendo segno di non farlo con le mani.
«Calma calma, non so chi fossero. Io passavo per caso, Lara. » disse l’uomo arrossendo. «Pardon, Miss Croft.»
La donna ritrasse la mano e indietreggiò fino a sedersi sul divano della casa in cui erano entrati.
«Lara va più che bene. Tu sei?» chiese lei invitandolo a sedersi di fianco a lei.
«Nathan Drake, piacere.» rispose lui stringendole goffamente la mano.
«Nathan…» ripeté Lara.
«Tutti mi chiamano Nate.».
Nathan Drake era seduto su un divano di pelle rosso con Lara Croft, l’eroina dei videogiochi più famosa al mondo.
«Perché sei così sorpreso di vedermi?»
«Io… io pensavo… cioè…»
«Pensavi che fossi un’invenzione? Beh ti sbagli mio caro, Lara Croft è sempre esistita. Ho vissuto sempre all’ombra delle mie avventure, quelle che in un modo o nell’altro sono arrivate sugli schermi di tutto il mondo. Qualcosa di vero c’è, tanto altro no.»
Nate sfoggiava un sorriso a trentadue denti, emozionato ad avere in fronte a sé un suo mito. Improvvisamente, però, l’uomo cambiò espressione, il suo volto si fece cupo e serio.
«Lara, chi erano quei due tizi?»
Miss Croft esitò a rispondere.
«Nate, la poca verità contenuta nei videogame è che sono veramente una predatrice di tombe. Da un paio di anni sono alla ricerca di documenti sulle crociate e su Baphomet. Qualche settimana fa, qui in Italia, a Firenze, non lontano dalla chiesa di San Jacopo in Campo Corbolini, ho trovato una tomba o, per meglio dire, una finta tomba templare costruita intorno al 1200 in cui erano contenute numerose mappe e indicazioni verso la tomba del “Bellator Crucis”. Non sono l’unica a cercarla.»
«Wow, impressionante. Ora cosa hai intenzione di fare?»
«Passata la notte e recuperate le mappe, prendere il primo aereo per Malta e trovare la tomba prima dei due tizi, prima di Kawai Cross.»
«Kawai Cross?»
Prima che Lara potesse rispondere, entrambi scattarono in piedi. Avevano sentito un rumore provenire appena fuori la porta. In pochi secondi, prima Lara poi Nate, avevano aperto la finestra e scavalcato un piccolo muretto e si erano così trovati di nuovo sulla strada. I due camminavano vicini e a testa bassa per non dare nell’occhio, ma era un’impresa difficile. Erano vestiti con eleganti e costosi abiti da sera, era ormai notte fonda ed erano lontani da mostre o teatri. Nessuno dei due sapeva bene in che parte di Milano fossero, ma capivano di essere in quella sbagliata. Chiunque, in giro a quell’ora, si sarebbe ricordato di loro; soprattutto di lei.

«Posso entrare?» chiese Lara da dietro la porta della stanza.
«Sì, entra pure.»
Nate si stava allacciando la cintura quando Lara entrò nella stanza. Lei si era cambiata, anche se Nathan non sapeva come; indossava una maglietta manica corta, bermuda color cachi e anfibi da uomo neri. Nella mano destra teneva una giacca di pelle nera e uno zainetto dello stesso materiale della giacca.
«Io ti aspetto nella hall. Ho già provveduto a pagare la mia e anche la tua camera.»
«Grazie, ma non dovevi.» disse imbarazzato Nate.
«Non ti preoccupare. Prima di partire per l’aeroporto avrei intenzione di passare da un mio amico, un venditore di tappeti.»
Nate era perplesso.
«Venditore di tappeti?»

Nate, uscendo dall’ascensore, indossò gli occhiali da sole. Anche lui, come Lara, si era vestito in modo sportivo, pronto per l’azione. Controllò il BlackBerry un’ultima volta prima di riporlo nella tasca dei jeans; con un cenno del capo salutò il portiere dell’albergo e raggiunse miss Croft.
«Sei a posto così?» chiese Lara chiudendo la zip del giubbotto di pelle.
«Certo, non fa freddo!» rispose lui con tono deciso.
Lara si avvicinò il suo orecchio e gli sussurrò il vero significato della frase.
«Sei armato?»
«No, non avevo previsto l’utilizzo delle armi. Qui.»
I due s’incamminarono lungo il marciapiede, Lara qualche passo più avanti e Nate qualcuno più indietro.
«Lara, là c’è un taxi.» disse improvvisamente Nathan Drake.
«No! Niente taxi.»
«Perché?»
«Ho un’amica qui. Sono sicura che ci darà la sua macchina.»
Dopo una decina di minuti Lara e Nate arrivarono al parcheggio dove l’amica di miss Croft aveva lasciato la macchina. Era una vecchia Fiat Punto color verde acqua. Un biglietto attaccato sulla portiera del guidatore diceva: “Ora siamo pari Lara. Dentro trovi il navigatore già impostato per andare a prendere i tappeti.”

Nate si teneva forte alla portiera, non sembrava gradire la guida sportiva e aggressiva di miss Croft.
«Eccoci.» disse Lara, frenando improvvisamente.
Lasciarono la Fiat parcheggiata davanti ad un negozio di tappeti iraniani. Nathan era confuso, ma seguì Lara senza proferire parola. Il negozio era piccolo, i tappeti sistemati disordinatamente sul pavimento e, alcuni, appesi alle pareti. Il proprietario era un uomo sulla cinquantina, brizzolato e ben vestito; l’accoglienza fu molto calorosa.
«Posso aiutarvi?» chiese cordialmente l’uomo brizzolato, spostando continuamente lo sguardo prima su miss Croft poi su Drake.
Nate era confuso.
«Avrei bisogno di un chilo di pasta?» chiese Lara.
«Non vendiamo pasta in questa stanza.» rispose cordialmente il proprietario del negozio.
L’uomo brizzolato non parve sorpreso alla domanda di miss Croft.
«Insisto, vorrei della pasta. L’acqua bolle e ho il sale.»
«Seguitemi.»
L’uomo brizzolato invitò miss Croft e Drake a seguirlo oltre una porta nascosta da un tappeto iraniano. Accese la luce e mostrò ai suoi ospiti la stanza segreta nel suo negozio.
«Ecco i tappeti!» esclamò Drake nel vedere un così vasto assortimento di armi.
Lara sorrise.


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